Recensione
Fear Draws Misfortune Cheer-Accident
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prog-artrock Voti redazione e staff

Cheer-Accident

Fear Draws Misfortune

Cuneiform

La prima informazione è che non sono cambiati, i Cheer-Accident. Chi avrà apprezzato le loro scorribande tra generi negli altri (ultimi) dischi, probabilmente apprezzerà anche queste. La seconda informazione – un po’ meno informativa, un po’ più dubitativa – è che è sempre più difficile discernere ciò che è valido da ciò che non lo è in formule così impastate di abilità strumentale e gioco di generi musicali.

Se c’è una cosa di cui i Cheer-Accident di oggi sono maestri è ubriacare con la storia della musica (del Novecento e non solo) chi li ascolta. L’alternativa è enucleare l’elenco o sbatterli – metaforicamente – al muro. Il loro scegliere generi e non atmosfere, generi come fini e non mezzi, questo è quello che convince meno. Così la seconda traccia del disco (Mescalito) può anche – ancora, per l’ennesima volta – stupire per la capacità con cui si va dal math ad accenni Primus alla solita leziosità prog. C’è un’attenzione ai temi sicuramente maggiore del 90% dei gruppi in giro, e il loro numero migliore è forse quello grazie al quale riescono a nascondere un tema dietro a un riff. Oppure il modo in cui sfuma lentamente il tema melodico in coda alla penultima traccia, Humanizing The DIstance. Ma per il resto sono passaggi di linguaggio ed estetica. Mai reali ibridazioni; e il connettore è la capacità tecnica – e qui a primeggiare c’è la voce effettivamente validissima della violinista Carla Kihlstedt. Ma qual è la base, l’idea di fondo?

Ne avete ancora una, Thymme Jones, tu e/o i quindici ligi musicisti che ti si raccolgono spettacolarmente attorno per Fear Draws Misfortune?

(5.8/10)

Scheda: Cheer-Accident

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: prog-artrock

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Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2009)

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