L’attacco è più cosmico del solito. Una lunga suite stellare a passo cadenzato su una route americana e lo sguardo rivolto al cielo. Sing Your Own Song regalerà momenti di puro piacere sensoriale agli estimatori del kraut più liquido e onirico, diciamo pure tra Tangerine Dream e Can. I JOMF ormai lavorano di mestiere come tutti i musicisti navigati, ma l’ispirazione la avverti ancora nelle mani di Tom Greenwood soprattutto quando arrivano cose come We Are / Channel Zero che chiude il disco con venti minuti venti di ritmica free, nenie da pellerossa in trance, chitarrine lisergiche ad irretire grappoli di costellazioni come se i nostri andassero a pesca nel mare magnum del cosmo. Il cuore di questa valle di fuoco è però caldo e accogliente come una canzone cantata intorno al focolare. Il brano da cui prende il titolo il disco è una ballatona yankee, un po’ Neil Young, un po’ Bob Dylan, un po’ campfire song “animalesca”. E ancora The Tree, altro congegno folk blues che sorride alla grande tradizione della canzone popolare americana. I JOMF sono una garanzia come sempre, anche se difficilmente toccheranno di nuovo i vertici di Fig. 5. Certo… una vecchiaia del genere mi sentirei di augurarla un po’ a tutti.
(6.5/10)
Scheda: Jackie 'O Motherfucker
Pubblicazione: 15 Dicembre 2007
File under: psichedelia
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