Dalla New Weird America all’America Mystica, il percorso dei Jackie-O Motherfucker lungo le strade ferrate e le miglia e miglia che separano un concerto da un altro, in una lunga on the road psichedelica. Questo doppio album altro non è che il personale Ummagumma della compagine di Portland. Quattro lunghe composizioni in presa diretta e registrate in ambienti e situazioni diversissimi l’uno dall’altro, cha vanno dalla radio WMFU del New Jersey al cinema Cube di Bristol, passando per l’Instant Chavire di Parigi a non meglio precisati luoghi di Minneapolis.
Anche l’assetto del gruppo cambia a seconda delle tracce, confermando attorno al deus-ex-machina, Tom Greenwood, menti e spiriti affini come Honey Owens (Valet), Alexander Tucker e Samara Lubelski. Quello che resta identico come sempre è il lungo sballo lisergico, il magmatico colare di suoni diluiti verso l’eternità. In questo i Jackie-O sono pressoché ineguagliabili. Va da sé che queste quattro lunghissime tracce (tempo medio: 20 minuti) richiedano molta dedizione e una buona propensione a lasciarsi andare, ma se si è disposti a giocare al loro gioco si viene ampiamente ripagati.
All’interno del booklet viene riportato il poemetto America Mystica di Eugene Jolas, che dà il titolo al disco.
(7.0/10)
Scheda: Jackie 'O Motherfucker
Pubblicazione: 12 Dicembre 2006
File under: psichedelia
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