Eccola qui la compilation che fotografa il suono della/nella motor city degli ultimi anni. Una dozzina di gruppi che sferragliano principalmente su chitarre e ampli, sporcando i suoni d’origine a seconda delle proprie inclinazioni e perversioni sono stati reclutati da mr. X! Recs, al secolo Scott Dunkerley, qui presente coi suoi Frustrations.
Passato e presente, nomi (ehm) noti e iper-underground, veterani della scena e pivellini all’esordio come in una compila che si rispetti, insomma. A far la differenza – si veda anche lo speciale Mutant Motown – c’è il fatto che Shiftless Decay non è solo un programmatico e lungimirante fermo-immagine sull’attualità musicale cittadina, ma anche una indagine/riflessione sociologica sul sottobosco “artistico” detroitiano come mezzo per il superamento del decadimento che sta attanagliando (un po’ tutte a dir la verità) le ex città dell’automobile mondiale. Quasi che la compila stessa sia un tentativo – seguito dall’esecuzione live on stage negli Shiftless Decay Thursdays di febbraio – di cementare la scena cittadina, di compattarla per poter dare un calcio in culo alla crisi dei finanzieri e rinascere nel segno dell’arte.
Sul versante musicale – che è poi quel che ci interessa in sede di recensione – la meglio/peggio gioventù di Detroit sciorina pezzi quasi tutti esclusivi eccezion fatta per un paio: dentro ci trovate lo shit-rock-gaze di Tyvek (Flashing Lights in versione demo), il fuzz distorto e robotico di Frustrations (Psychedelic Motorcrash più che un titolo è una dichiarazione d’intenti), il lightning-bolt-goes-to-forest sound di Tentacle Lizardo, l’ossessione alien-punk dei fantastici Human Eye, il twee-pop talmente datato da apparire fake di Heroes & Villains, quello horror-wavey di Johnny Ill Band e quello ipervitaminico e in totale overdrive punk di Mahonies, il lamentoso e ossessivo grido no-wave di Little Claw. Palma del miglior pezzo del lotto va indubbiamente a Odd Clouds. Gum Coup Follicle è as usual una escursione free (rock, psych, jazz e chi più ne ha più ne metta) che più free non si potrebbe.
(7.0/10)
Scheda: AA. VV.
Pubblicazione: 31 Marzo 2009
File under: alien-punk
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