Recensione
5 Years Richard Youngs, Simon Wickham-Smith
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noise Voti redazione e staff

Richard Youngs, Simon Wickham-Smith

5 Years

VHF

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Dopo Lammergeier (2001), l’ultimo lavoro vergato a quattro mani, torna la coppia Richard Youngs – Simon Wickham-Smith con un disco di improvvisazione elettronica, preparato un brano alla volta lungo questi cinque anni. Cinque infatti sono le composizioni qui raccolte, una per ogni anno partendo dal 2002. L’ispirazione però non è all’altezza dei loro lavori migliori. Le metallic sonatas e l’artigianale musica concreta con afflato religioso, che aveva trovato sbocco in lavori notevoli come Ceausescu, Lake e Knish fanno fatica a trovare la giusta compiutezza in un assemblaggio di improvvisazioni e rumorismi elettronici che non trovano un’adeguata apertura armonica, né tanto meno l’arditezza di soluzioni inedite.

Qualcosa di interessante c’è: il drumming effettato e irriconoscibile che apre 2003, il filtro opaco da sonata metallica che deturpa 2004 fino al puro rumorismo, il progressive rock alla Ilk, rettificato al laptop in 2005. Un lavoro che risente fortemente del mezzo, ovvero l’elettronica, e che rosicchia il classico minimalismo fin dalle fondamenta, come attesta inequivocabile il loop della finale 2006.

Non sarà certo un lavoro costruito in modo veloce, perché veloci devono essere stati gli incontri sottesi alla stesura dei brani, a cambiare il giudizio sulla coppia d'eccellenza dell’avant britannico anni ’90, ma visti i personaggi abbiamo voglia di ascoltare qualcosa di veramente nuovo da loro, sperando di non dover aspettare altri cinque anni.  

(5.8/10)

Pubblicazione: 03 Luglio 2006

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Antonello Comunale (Album 2006)

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