Recensione
Wildflowers Under The Sofa Fabio Orsi, Gianluca Becuzzi
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ambient Voti redazione e staff

Fabio Orsi, Gianluca Becuzzi

Wildflowers Under The Sofa

Last Visible Dog

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Fabio Orsi e Gianluca Becuzzi completano la loro trilogia, anche se di trilogia propriamente detta non si dovrebbe più parlare, dal momento che i due sembrano intenzionati a far uscire ancora altre release con la firma di entrambi (mentre scrivo avvisto infatti un altro dischetto nuovo su Foxglove!). Probabilmente l’iperpresenzialismo discografico è inevitabile per questo tipo di produzioni (si veda anche il caso di Machinefabriek che ormai vende di tutto, anche i singoli mp3), ma ci si incomincia a saturare e a perdere noi la bussola delle uscite e loro il controllo e la rifinitura sulle proprie produzioni. Wildflowers comunque è ancora al di qua del guado della qualità. Trattasi infatti dell’ennesimo bel disco dei due, che per l’occasione approdano su un’etichetta specializzata in droni e folk neozelandesi di origine controllata come Last Visible Dog. La chitarra pinkfloydiana dell’inizio si aggancia subito al discorso interrotto con The Stones Know Everything. La malia dei tre lunghi brani è la stessa di sempre, e si utilizzano coscienziosamente soluzioni già indagate nei dischi precedenti che sembrano essere diventate un marchio di fabbrica: il refrain che chiude il primo brano, l’arpeggio mandato in loop che introduce il secondo pezzo ascendendo verso un suggestivo climax, l’utilizzo scientifico e creativo dei field recordings nel terzo. Una malinconica frase di piano fa calare il sipario e risistema sotto il sofà l’odore dei fiori selvatici che avevamo ascoltato finora. Tutto è tornato alla normalità. 

(7.0/10)

Pubblicazione: 15 Dicembre 2007

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