Lo sanno le pietre che assistono mute al trascorrere delle stagioni, all’instabilità del tempo e agli umori delle epoche. Lo sappiamo noi che ascoltiamo incantati questi ennesimi affreschi ambientali della coppia Fabio Orsi / Gianluca Becuzzi. Stupore e meraviglia vanno a braccetto e sono materiale difficile da maneggiare. I due drone master italiani non ci provano neppure.
Questo lavoro si connette direttamente al fondale nero su cui si proiettano nuove enigmatiche immagini. Un’effettistica non di impatto emotivo, ma dalla malia strisciante. E’ per questo che di tutti i lavori elargiti fino ad ora questo è quello che più si ricollega ad Osci. Secondo di una trilogia iniziata con il precedente Muddy Speaking Ghosts Through My Machines questo doppio album perde il registro nostalgico evocato dai campionamenti di Alan Lomax, che a questo giro parrebbe non essere stato possibile inserire, dando così nuova attenzione alle architetture di base. Le fondamenta ambient brillano così di nuova luce. Nelle cupa caligine delle due parti di Blue Drones For A Ballad che si stempera sotto il giro circolare di una chitarra; nell’anima umorale e impalpabile delle due straordinarie Lights From The Middle Of Nowhere, ora isolazioniste, ora pastorali, ora malinconiche, ora struggenti. Dopo un lavoro del genere nemmeno viene più voglia di ribadire, con spirito nazional popolare, la statura degli autori. Dando per scontato ormai che la coppia Orsi/ Becuzzi regge il confronto con gli altri nomi altisonanti del settore, non ultimi i recenti e redivivi Wiltzie/McBride, l’unica che preme qui sottolineare è come un lavoro del genere si collochi ormai indubbiamente su un contesto tutto suo, lontano da quello nazionale dell’ambient drone e dell’elettroacustica.
Fa infatti un po’ sorridere l’osservazione di qualcuno che guarda con occhio esotico alle lande italiane e nel recensire questo lavoro si chiede se l’Italia sia la nuova Finlandia dei suoni drone folk. Così come l’ultimo disco di Islaja supera la grammatica locale per essere opera lontana da tempi e latitudini di sorta, così questo The Stones Know Everything si appropria di un suo spazio personale scindibile da mode, etichette, scene, generi, scuole e paesi. Il (7.5/10) va così inevitabilmente di default. Orsi ha probabilmente la media voti più alta di SentireAscoltare. Un autentico primo della classe.
(7.5/10)
Scheda: Fabio Orsi, Gianluca Becuzzi
Pubblicazione: 26 Aprile 2007
File under: ambient
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