Recensione
Jinx Kammerflimmer Kollektief
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post rock Voti redazione e staff

Kammerflimmer Kollektief

Jinx

Staubgold

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Il Kammerflimmer Kollektief si è ridotto da sei a tre elementi, Thomas Weber, Heike Aumuller e Johannes Frisch, più una pletora di collaboratori per l'occasione, ma non per questo sembra voler mutare di una virgola la collaudata formula: jazz noir per animi inquieti. Con Jinx siamo al capitolo numero sei, se si esclude il disco di remix di un anno fa. La scenografia è, come al solito, allestita con grande cura del dettaglio, ma per forza di cose, la trama strumentale di oggi è leggermente diversa rispetto al passato. Il nuovo disco suona così meno jazzy degli immediati predecessori, Cicadidae e Absencen, ma è come di consueto rigonfio di struggimento nero. La visiera calata sullo sguardo, l’impermeabile chiuso fino all’ultimo bottone, giusto il tempo di fare due tiri, prima di immergersi nei vicoli bui di una Berlino illuminata dalle insegne dei peep show. Palimpsest si muove così, fumosa ed elegante, notturna e fatalista, un po’ James Ellroy, un po’ Black Heart Procession, ma il piatto forte è la maledizione esorcizzata nella successiva Jinx: sette minuti di grovigli vocali su una cadenzata e mesmerica dark lounge, con quella micidiale steel guitar ad aprire l’orizzonte. Le qualità cinematiche del collettivo tedesco risaltano al meglio nei brani più lunghi, come nei dieci minuti della conclusiva Subnarkotisch, ma il meglio lo ottengono quando appaiono anche le parti vocali di Heike Aumuller (Jinx e Both Eyes Tight Shut) come inintelligibili enigmi di puro suono da miscelare con il consueto impasto di piano/harmonium, steel guitar, contrabbasso ed elettronica. L’album ideale per gli animi inquieti della Mitteleuropea. Che mettano su questo disco quando si sentiranno soli nella prossima stanza d’albergo. 

(7.0/10)

Pubblicazione: 12 Maggio 2007

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2007)

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