The Future Will Come è un lavoro quadrato. Nostalgico, come di costume alla Dfa. Disco, come di costume Juan MacLean. Euro-pop al silicio stile Human League, vertiginoso a là Moroder.
John MacLean a tutti noto come Juan apre e chiude, il nuovo parto, con due bombe targate 2008. Una, The Simple Life, muove un groove pregno di rimandi high energy disco. Il cantato è questione a due, laddove spicca la felina Nancy Whang (in prestito da Lcd Soundsystem) a cesellare la traccia nei suoi spigoli sexy. L’altra, Happy House, è puro garage New York: sempre lei, Nancy, sugli scudi a puntellare un canovaccio forte di un piano ipnotico reiterato sino allo sfinimento. Una vera supernova.
Nel mentre, otto tracce. The Future Will Come parafrasa Regiment di Eno/Byrne alla stessa maniera del James Murphy di Yr City's A Sucker. The Station – e in misura minore One Day - parla la lingua degli ’80, quando la congrega di Philip Oakey, dopo gli austeri esordi, partiva alla volta delle hit parade. Accusations acumina il taglio sexy di cui sopra: space funk da manuale. Tonight, tutta campanacci e synth epici, vi trascinerà sul serio lontano; No Time è un marziale funk da autostrada mentre Human Disaster, piece per piano e voce mesta, è l’unico momento dove la cassa dritta si defila. Lo ballerete tutto dall’inizio alla fine. Feeling e groove garantiti.
(7.0/10)
Scheda: The Juan MacLean
Pubblicazione: 30 Marzo 2009
File under: disco
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