Recensione
Newbliette Restiform Bodies
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Electro Hip Hop Voti redazione e staff

Restiform Bodies

Newbliette

Subversive Records

Le conferme che la Anticon sarà un punto di riferimento per la scena indie dei prossimi anni cominciano ad accumularsi. Troppo sperimentale, avanguardista e indipendente per avere successo oggi, ma anche per passare inosservato domani, il sound dell’etichetta di Oakland sta diventando riconoscibile e unico sulla base (paradossalmente) di un’estrema varietà, trasformandosi in uno dei più bei collage musicali della storia della popular music. Hip hop, easy listening, electro e ambient convivono in questa sorta di isola felice della musica contemporanea, dando vita a qualcosa di incredibilmente nuovo e coerente. In questo mare magnum dell’avant hop vengono finalmente a galla anche i Restiform Bodies, dopo anni di isolamento volontario motivato da un’attitudine estremamente indie e l’oltranzismo nell’autoproduzione (il debutto Oubliette del 2000, inizialmente pubblicato solo in cassetta).

Newbliette spiazza subito chi si aspetta il solito disco hip hop, con un’intro che fa l'occhiolino ai primi Depeche Mode e ai Kraftwerk (Principles Of Easy Listening pts. A e B) prima di precipitarsi nell’eterogeneità più inafferrabile. Arpeggi di chitarra acustica che si stagliano sullo sfondo di penetranti breakbeats (Keep Looking); un rapping a valanga che gioca a creare ritmi (Nobody’s Perfect e Summer); drum machine dal sapore Eighties che si fondono con una spiccata attitudine per suoni lo-fi, all’insegna di un uso non solo professionale, ma anche artistico della tecnologia (in particolare Installation II e Wet Seat, per quanto questa sia la caratteristica più marcata dei Restiform Bodies). Raramente i singoli brani finiscono come sono iniziati: episodi diversi si susseguono senza soluzione di continuità, quasi fossero suite senza circolarità, indifferenti alla coerenza della forma.

La sperimentazione incontra le forme più canoniche del pop e le ricrea con una persistente, anche se sottile, ironia di fondo. Come la maggior parte dei musicisti legati alla Anticon, i Restiform Bodies hanno troppe idee per racchiuderle in un solo disco: la loro produzione non si esaurisce con Newbliette, ma continua in progetti solisti. Oltre al già pubblicato The Forcefield Kids (Anticon/Goodfellas, 2004) dell’MC Passage, che concede qualcosa in più a sonorità pop, senza però venirne fuori con un singolo da classifica, sono attesi per fine 2004 i debutti di Telephone Jim Jesus (A Point Too Far To Astronaut) e di Bomarr Monk, che sta preparando un collage di home movies, ritagli televisivi e video art. Al di là di gusti e pareri personali, questo disco ci lascia con due certezze: la prima é che i dj non fanno solo ballare e sono compatibili con il concetto di arte (Dj Spooky docet); la seconda, che il sound di casa Anticon rappresenta uno dei possibili scenari della musica futura.

(7.5/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2004

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2004)

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