Recensione
INUI 4 Kawabata Makoto
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kraut psichedelia Voti redazione e staff

Kawabata Makoto

INUI 4

VHF

Quarto tassello per la serie solista INUI di Kawabata Makoto. Il disco contiene un unico brano di poco più di 67 minuti. Il musicista nipponico altro non fa se non ri-frequentare gli eterei paesaggi cosmic folk già battuti nei precedenti capitoli, in un territorio che è molto più intimista di quello conosciuto insieme ai compagni d’arme degli Acid Mothers Temple. Un arpeggio circolare che reitera se stesso in un loop incessante, infinito e via si parte. Si da il là alla trance, al viaggio da nuovo corriere cosmico che prevede (ed ottiene) un inserimento sempre più progressivo di suoni e rumori d’ambiente. Il climax lungamente cercato si interrompe bruscamente all’altezza del 46° minuto e la lunga piece di Ryo si cala in uno estatico e raggelato humus ambientale. Kawabata Makoto cerca, per quanto gli è possibile, di protendersi fin oltre l’orizzonte osservato dagli Ash Ra Tempel e di guardare un po’ più in là. INUI 4 altro non è che il consueto osannante mantra alla cara, vecchia e sempre moderna, estetica kraut.

(6.8/10)

Scheda: Kawabata Makoto

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

File under: kraut psichedelia

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