Timothy Renner, personaggio sui generis, ha finalmente trovato il suo personale Sacro Graal. L’uomo di Stone Breath e Dark Holler è dunque giunto a completare l’opera di restauro di un vero culto underground anni ’70: i Trees. Spesso confusi con gli omologhi inglesi, i Trees di cui parliamo qui erano una vera è propria comune di cristianesimo militante. Un tipico sottoprodotto della cultura americana degli anni settanta. Se l’incredibile esplosione popolare dell’esoterismo e dell’occulto produceva in quegli anni un proliferare di sette sataniche, con l’aggiunta di fenomeni pop come L’esorcista, si registrava un enfatizzazione anche sull’altro fronte. Quello delle “forze del bene”, per intenderci. I predicatori e il radicamento della chiesa, i venditori porta a porta del sacro verbo del Cristo in comode edizione tascabili della Sacra Bibbia, per non contare tutto il marketing delle guarigioni miracolose. Come direbbe qualcuno certamente più avveduto del sottoscritto: “Chiunque credeva di poter parlare con il Signore dandogli del tu”. La comunità dei Trees si integrava in tutto questo, suonando un po’ come dei trovatori alla corte di Gesù sulla scorta di una ricerca musicale e una meticolosità nelle proprie forme espressive, lontana anni luce dai boy-scouts che cantano nella parrocchia sotto casa vostra. Come testimoniano loro stessi nelle note di copertina di questo ponderoso box: “The Christ Tree, our musical meditation, grew out of our search for truth and was built on our common, monastic life. At first music played through us in complete surprise, as sounds from all over the world came to us in prayer”. Il risultato di questo loro percorso verso l’illuminazione sfocia in un super crossover folkloristico, che abbraccia elementi e frammenti musicali agli antipodi e li unisce sotto un’unica visione. Nella musica della Trees Community si avvertono “canti balinesi, musiche per arpe venezuelane, raga indiani, ritmi africani, gong ritualisci tibetani, musica folk americana, campane messicane”, con un armamentario strumentale che prevede l’impiego di 80 diversi strumenti acustici. E’ superfluo mettersi a ragionare su quanto questa musica preceda il folk contemporaneo e finanche certe sortite etnologiche di marca Sun City Girls. Musica senza tempo e latitudine, che sembra arrivare come un raggio direttamente dalla provvidenza divina e che trasformerebbe anche uno come Charles Manson, nella più convinta pecorella del gregge cristiano. Il box compilativo, predisposto da Renner con tutto l’amore del caso, passa in rassegna tutto lo scibile del gruppo, a partire da The Christ Tree, loro disco del 1975 con l’aggiunta della rarissima cassetta, APortrait of Jesus Christ in Music e di due performance live. Gloria al Signore, andate in pace.
(7.5/10)
Scheda: Trees Community (The)
Pubblicazione: 24 Marzo 2007
File under: folk
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