Recensione
The Patron To Kill A Petty Bourgeoisie
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trip hop, ethereal, industrial Voti redazione e staff

To Kill A Petty Bourgeoisie

The Patron

Kranky

Nell’incastro tra il trip hop più atmosferico e sexy (Massive Attack, Portishead, Lamb) e certo dark etereo griffato 4AD (His Name Is Alive, This Mortal Coil, Durutti Colum) nascono le canzoni dei To Kill A Petty Bourgeoisisie, ennesimo duo uomo-donna, Mark McGee e Jehna Wilhelm, arrivato su Kranky per il debutto sulla lunga distanza. Dediti a un sound elettronico, avvolgente, misterioso e decisamente chic, i due costruiscono complicate e ipnotiche trame elettro eteree. Piccoli labirinti che sembrano cercare costantemente una forma più definita. The Patron, per esempio, parte su una base di elettronica molto pesante ai limiti di certo post-industrial anni ’90 e procede in un costante gorgoglio di frequenze.

In altre occasioni possono essere più tenui e languidi, creando piccole romanze oniriche come Long Arms, I Box Twenty, e l’ultimissima Window Shopping. Certe trovate non possono non ricordare da vicino altra gente di Bristol, come i primissimi Third Eye Foundation e in special modo gli Amp, di cui sembrano una versione moderna e hi-tech. La voce da lolita fantasma di Jehna, fascinosa ma un po’ anonima, ha le stesse qualità cripto-erotiche dell’ugola di Karyn Charff e ammanta tutto il suono di un ombra eterea da sirena dream. infatti se non avessero dedicato tanta attenzione al taglio crudo di certi beat potevano tranquillamente essere inseriti nella categoria dream-pop, ma ora come ora, per quanto stretti, sono solo dei parenti.

(7.0/10)

Pubblicazione: 12 Ottobre 2007

File under: trip hop, ethereal, industrial

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2007)

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