Recensione
Songs & Instrumentals From Death Bottom Slide Microblind Harvestmen
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freak blues Voti redazione e staff

Microblind Harvestmen

Songs & Instrumentals From Death Bottom Slide

Digitalis

Tra i ringraziamenti del disco si segnalano: Harry Partch, Harry Smith, Woodie Guthrie, Clarence “Tom” Ashley… volendo definire questo orizzonte di riferimenti in una parola sola, potremmo dire semplicemente “Americana”. Dietro l’appellativo Microblind Harvestmen si nascondono il prolifico Robert Horton e il meno logorroico, ma non più sano di principi, Hal Hughes. Sembra che il disco in questione sia stato in lavorazione per qualcosa come 20 anni. Le prime registrazioni dei due pare che risalgano al 1983. Con una precisazione del genere ovviamente i Nostri tentano di mettere le mani avanti contro quelli che li possono accusare di esser saliti sul carrozzone del pre-war folk, carrozzone che sembra comunque essere quasi del tutto passato di moda. La musica di questo disco ha lo stesso folle gusto agrodolce dei vecchi medicine shows, con in più l’aggiunta di una inevitabile componente freak che cade a pennello. Non siamo al livello degli incredibili Cherry Blossoms, riscoperti proprio quest’anno, ma cose come Hey Mr Railroad Man (con tanto di treno western che parte all’inizio!) e Hellblazer vanno a giocare nello stesso territorio old fashioned. La strumentazione parla chiaro: banjo, mandolino, dulcimer appalacchiano, chitarre giocattolo… ma anche computer, sampler e sex machine. Parecchi frangenti sono né più né meno che squisitamente psichedelici e i nove minuti di Falling Off Hurdy Gurdy Mountain ne sono il principale esempio. Musica da far ascoltare a Billy Redden, l’indimenticabile banjo-boy di Un tranquillo week-end di paura.

(6.5/10)

Pubblicazione: 09 Settembre 2007

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2007)

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