Recensione
A Mountain Is A Mouth Bruce Peninsula
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Gospel post-punk Voti redazione e staff

Bruce Peninsula

A Mountain Is A Mouth

Bruce Trail

2nd 4th World War è semplicemente i 16 Horsepower di Heel On The Shovel, accompagnati da un coro gospel, nero come la pece, paccaminoso come la notte, perduto come l'anima vostra, se una ne avete. Ci voleva una band così. Il vecchio e il nuovo che, in maniera né vecchia né nuova, si danno la mano. Ispirazione, la parola chiave.

I Bruce Peninsula vengono da Toronto, Canada. E portano con sé "singers, yellers, whisperers, whiners, garglers, gentles and goons". Una folla suona questo disco. Tre batteristi, un coro, composto di 5 donne... Ne esce fuori una sorta di "ghostly choral music" che beve il sangue a Nick Cave e ai 16 Horsepower. Leon Taheny (batterista coi Sebastien Grainger & The Mountains e tecnico con i Final Fantasy) è un po' l'anima dell'operazione. Due i traditional presenti. Il primo, Satisfied, è il pezzo che, così riletto, Cave anela di rileggere la notte: una tempesta gospel disperata e una danza senza veli, sfrenata, lubrica e impudica al contempo.

Musica del diavolo, la chiamano. Anche se passa attraverso quella degli angeli. L'altro, Drinking All Day, un inno gospel reso 'progressivamente'. Il lavoro raccoglie le atmosfere dei posti in cui è stato registrato: la chiesa St. George The Martyr, uno scantinato presso la Toronto University e sei altre stanze sparse per Toronto. Il lamento febbrile del call'n'response Crabapples, l'impressionista Weave Myself A Dress o ancora il pow wow Steamroller prendono forza dalla debolezza umana ivi cantata. Forza oscura, mai oscurante

(7.5/10)

Scheda: Bruce Peninsula

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: Gospel post-punk

Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2009)

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