Recensione
Gestire lo Spazio Tiziano Zanotti
Cover image
Avant Jazz Voti redazione e staff

Tiziano Zanotti

Gestire lo Spazio

ECHOES

Bookmark and Share Gallery

Attenzione a Tiziano Zanotti. Che se credi di ghettizzarlo nell'austero pianeta del jazz, poi te lo ritrovi sotto il naso a scuotere il fusto di una non meglio definibile avanguardia, che per quanto tenti di ficcare in altri scaffali (post-rock, post-blues, post-folk, post-che-ti-pare...) continua a scivolare via, a non offrire quel che si dice una comoda presa. Imprendibile, ecco. Come chiunque azzardi fare storia a sé. Ricapitoliamo: Tiziano Zanotti e il basso. Qualche sparuto intervento sintetico (qui un loop, chincaglierie e perturbazioni di là). Un pianoforte estatico, suonato dallo stesso Zanotti, in un paio di brani. Basta.

Anzi no: poi c'è lo spazio, l'alter ego della manifestazione sonora, che nel gioco delle negazioni complementari rende possibile il palpitare dei timbri, lo spampanarsi armonico, lo sgrappolare ritmico. Lo spazio, già, che si definisce nel gioco capillare dei delay, del riverberare alterante, delle ingerenze acide sul meccanismo di ri-costruzione mentale del mondo a partire dal suono.

Vedete dunque che il poco, il pochissimo che costituisce questo disco in realtà tira in ballo una strutturata catena di agenti e ingredienti, che in un certo senso aureolano invisibili l'organizzazione melodica e armonica delle composizioni. Le quali composizioni poi si rivelano tutt'altro che incidentali. Si tratti del romanticismo di Episodio II, qualcosa come uno standard embrionale in progressiva scompaginazione folk blues, fino a lambire certi esoterismi Jimmy Page. Oppure la sbrigliatezza bop tra elettroniche particellari di Harry, quasi la garrula idea di fusion che potrebbe architettare il caro Mike Watt. E poi ancora il Metheny mannaro di Dettagli, quella specie di Oldfield sotto sedativo in Gestire lo Spazio II, le inmfiorescenze Fahey-O'Rourke di Hands, i Godspeed You Black Emperor più eterei di Gocce...

C'è anche un link esplicito anzi concreto ed è il campione vocale di Bruno Maderna in Gestire lo Spazo III, sorta di soundtrack drammatica con derive minimal-electro e funk che quasi quasi i Tortoise ci farebbero un pensierino. Disco complesso ma dall'insospettabile appeal, che nel frattempo potrà ridefinire due o tre cose circa il troppo e il poco (il senso?) di molta musica che ci passa per le orecchie.

(7.4/10)

Scheda: Tiziano Zanotti

Pubblicazione: 06 Aprile 2008

File under: Avant Jazz

| Archivio
Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91