The Runaway Found (2004) rimane la migliore delle tre uscite maggiori a nome The Veils. Il neozelandese di stanza a Londra Finn Andrews (voce, chitarra, piano), figlio di quel Barry Andrews già negli XTC e negli Shriekback, non si regge in piedi stavolta. Non si reggono in piedi le sue canzoni. Il sound è ancora quello dell'opera prima datata 2004, con vaghi passi à la Coldplay.
Ma tranne rarissime eccezioni (vedi alla voce The Letter), questo tripudio indie-gaze di svavillanti e profonde armonie, tristi-amare, non trova nessun nerbo scrittorio 'importante' a sorreggerne l'enfasi. Il peggio lo fa forse Sit Down The Fire in apertura, ballata busona e dalla grandeur troppo troppo pronunciata. Segue Sun Gangs ed è anche peggio: uno strazio di pezzo pianistico e confidenziale ad alto tasso di noia incorporata. In generale, quando il quartetto accelera i tempi, e si smuove dalle paludi del brit-rock più vetusto, riesce ancora a lasciare il segno (i Big Country in versione gaze di Three Sisters). Ma è troppo poco per rivalutare un album, nel complesso, assai carente e debole.
(5.5/10)
Scheda: Veils (The)
Pubblicazione: 01 Aprile 2009
File under: Pop
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