Dopo la pubblicazione dell’ Ep a.k.a. I-D-I-O-T nel 1998, sostanziale conferma di quanto già detto in precedenza, gli Hives tornano al momento giusto (il 2000, poco prima dell’esplosione new garage) col disco giusto.
Veni vidi vicious (titolo geniale, inutile negarlo) è un’endovena di ribellione giovanile a buon mercato, una summa del marasma fatto di chitarroni e hype che di lì a poco invaderà il mercato discografico. La matrice hardcore che marchiava a fuoco gli inizi del gruppo lascia poche tracce di sè, in favore di un boogie-punk sfrenato e senza sosta: una formula che si rivelerà, a posteriori, più che vincente.
Gli Hives si destreggiano abilmente su queste coordinate, lasciando ben poco all’immaginazione: il garage chiassosissimo alla Stooges di Declare Guerre Nucleaire (replicato in Hate to say I told you so) non lascia dubbi in tal senso, e allo stesso modo Die, all right traccia una sorta di continuità tra vecchia e nuova generazione di punkster (“Heavy morals seem so light but when it comes to cash I'm gonna die all right!”); il resto dell’album scorre liscio come l’olio senza grandi variazioni sul tema, nemmeno si trattasse di un disco dei Ramones; tra i brani particolarmente degni di nota, il singolone Main offender, caratterizzato da un riff alla Kinks, e il divertissement Find another girl, ironico e divertente cha cha cha in puro stile sixties, infarcito di esotismi e di un moog vagamente pavementiano.
Insomma, ce n’è per tutti. Veni vidi vicious è un episodio felicissimo per gli Hives: le porte dello stardom sono destinate a spalancarsi di fronte a questa sapiente (ed efficace, ammettiamolo) mistura di ingredienti approntata per satollare i teenager di ieri e di oggi. Domani, chissà.
(6.3/10)
Scheda: Hives (The)
Pubblicazione: 09 Luglio 2004
File under: rock'n'roll
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