Recensione
Barely Legal Hives (The)
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rock'n'roll Voti redazione e staff

Hives (The)

Barely Legal

Gearhead

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Howlin' Pelle Almqvist, Nicholaus Arson, Chris Dangerous, Dr. Matt Destruction e Vigilante Carlstroem cominciano a suonare appena adolescenti in quel di Fagersta, Svezia, a.d. 1993.

La leggenda vuole che si siano incontrati dopo aver ricevuto ognuno una lettera diversa con ora e luogo dell’appuntamento; loro mentore e misterioso burattinaio, tal Randy Fitzsimmons, che sparirà nell’ombra qualche anno dopo il lancio del gruppo.

Mitologia a parte, nel 1995 il quintetto trova il sostegno del discografico Peter Ahlqvist, fondatore della label indie Burning Heart; sotto questa sigla gli Hives pubblicano nel 1996 il loro primo mini Oh Lord! When? How?, seguito l’anno seguente da questo debutto, Barely Legal. Un dischetto veloce, agile e immediato, non ancora intriso di quella coolness-a-tutti-i-costi tipica dell’era Strokes, ma piuttosto permeato di un’urgenza tipicamente adolescenziale riversata senza filtri in quattordici canzoni, per mezz’ora scarsa di musica. Si tratta prevalentemente di brani di hardcore melodico, sporcati di Pixies (periodo Surfer Rosa) e Stooges (Here we go again), in un party punk and roll revival alla Clash/Ramones, senza risparmiare momenti di pura violenza (King of ass kissing), riff grunge (Hail hail spit droll) e boogie à la Lust for life (The Stomp, coi Jet a prendere nota per Are you gonna be my girl). Un disco da consumare (e digerire) velocemente, così come è stato concepito.

(6.0/10)

Scheda: Hives (The)

Pubblicazione: 09 Luglio 2004

File under: rock'n'roll

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Antonio Puglia

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