Recensione
Self Titled Full English Breakfast
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Avant lo-fi pop Voti redazione e staff

Full English Breakfast

Self Titled

Scratchy

E’ probabile che se scrivete Full English Breakfast su google vi appaiano proprio le immagini del booklet di quest’album omonimo degli omonimi in questione che, badate bene, non sono quelli di Itchy Fingers (un’altra cosa, altri anni) ma una one man band.

Parliamo dell'esordio di progetto in solitaria strampalato e low fi, strambo e tradizionale come ci piacciono certe produzioni made in UK. Fate conto humour à la Beta Band misto certe pose chitarristiche del Coxon di Park Life e, sempre dai “suoi” Blur, troviamo pure biscotti analog vintagetronici e una bella teiera alle erbe space della citata band ora defunta.

Naturalmente sono english e, in questi casi, dell’avant spettacolo non possono fare a meno. Naturale che le cose migliori vengano fuori proprio da questo box. Spetz farcisce di vaudeville cazzone e fumato alcune scorribande da Sergente peperone nello spazio ficcando una riuscitissima Cake Stand, praticamente come sentire la Beta Band post punk. Altrove una Duster piglia da Snakefinger proprio quell’anello di congiunzione con tutto questo, il dada rock. Chitarra eccentrica e voce filtrata, entrate e uscite di effetti e non solo: Duster è anche una glam song perché un inglese non può fare il punk senza rinunciare al Duca come dire: glam e avant-straccione sono la stessa cosa, l’una l’aggiornamento dell’altra.

Zappa? L’uomo ama pure lui figuriamoci, quando non si diverte a citare Canterbury con quei moog all’ora del Tea ti spara una Fish Tank Bubbles (Shining On), salvo poi ritornare a giocare nel naif prendendo in giro i francesi (Winder Kills The Clock). Niente male l’arte del collage se l’ispirazione e l’erba regalano un prodotto come questo.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

Rss
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