C’è una cosa che subito pare rovinare Chronos/Kairos degli Yesan Damen, band di Seattle al secondo album; sono le melodie vocali, fatte di note trascinatissime su voci dolci, condotte su veicoli banali e alla palese ricerca di solare struggimento. È un peccato, perché questa costante impedisce un giudizio più meditato su ciò che sembra essere questo disco, cioè indiepop tendente al dreampop – tramite le suddette melodie, ma anche tramite ben noti arrangiamenti – e all’orchestrazione tutt’altro che minimale (vedi Osaka, con tanto di archi e fiati).
Però
l’abbiamo detto, e come il giudizio nostro non può fare a meno della
preponderanza di quel difetto, purtroppo anche la vostra opinione
probabilmente dovrà tener conto dell’impressione di chi scrive (anche
per rifiutarla del tutto, volendo); la contrasterò in parte aggiungendo
che questo disco ha anche un’altra identità, forse più propria, che è
pop senza ulteriori attributi richiesti – si ascolti Time Spent Elsewhere per avere conferma.
Una semplicità che l’inizio dell’album aveva tenuto nascosta, di fatto esprimendo in primo piano il peggio (e anche il cambiamento rispetto al disco d’esordio) e lasciando le cose migliori (la finale Canons Of Devotion) per gli avventurieri delle tracce. Cosa che contribuisce a non modificare la sostanza del giudizio, insieme a cose imbarazzanti e non giustificabili come American Riot.
(5.0/10)
Scheda: Yesan Damen
Pubblicazione: 05 Marzo 2008
File under: Indie pop
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