Recensione
Lights Are On But No One's Home Diana Rogerson
Cover image
dark trance Voti redazione e staff

Diana Rogerson

Lights Are On But No One's Home

Durtro Jnana

Diana Rogerson è il tipico personaggio sui generis che attira a prescindere dalla musica che fa. Se non bastasse sapere che è sposata con Steven Stapleton ovvero Nurse With Wound, ci si potrebbe tranquillamente informare sul suo conto e scoprire che bazzicava il giro dell’industrial inglese degli anni ’70 con un gruppo chiamato Whore 156, definite come le “Whitehouse femminili”, gruppo lasciato poi per un’altra compagine femminile di power electronics denominata Fistfuck e per varie collaborazioni con Foetus, Shock Headed Peters e quindi Nurse With Wound.

L’ultima sua incarnazione ufficiale è stata lo pseudonimo Chrystal Belle Scrodd, con cui negli anni ’80 ha fatto un paio di dischi culto, come Belle De Jour, lavoro del 1986 in cui veniva segnalata nella line up che aveva registrato il disco Violent Firth, ovvero Dion Fortune, rinomata occultista, considerata da più parti come la versione femminile di Aleister Crowley, ma con il dettaglio non irrilevante che era data per morta ufficialmente nel 1946... Da allora Diana è rimasta nell’ombra e sono quindi più di 20 anni che non si cimentava con un disco in proprio. A Bad Diana è la sigla con la quale si ripresenta di nuovo con un lavoro questa volta per lo più solista. A darle una mano su Lights Are On But No One's Home ci sono ovviamente Steven Stapleton e Colin Potter dei Nurse With Wound e Matt Waldron di Irr.App.(ext.) ma fa per lo più tutto da sola e il carisma che dimostra è quello proprio delle grandi dark lady del rock in nero. Una con un pedigree del genere non poteva certo tornare a fare un disco di canzonette, ma sorprende la qualità ipnotica di questi brani.

La base di partenza è quella di un mantello di suoni e loop su cui Diana si cimenta in un recitato ora gotico e malevolo, ora etereo e narcotico. Behind The Curtain Of The Sun lavora alla maniera del Badalamenti più suggestivo, Cupboardie Re-Nude e Mother vivono su dei poliritmi etnici nello stile del Peter Gabriel di Passion o più propriamente della Jarboe di Sacrificial Cake. Nelle note di copertina si legge che Asphalt Kiss è basata su una canzone degli Ash Ra Tempel, così come si legge che la successiva Mirage Man “non è” basata su una canzone di Captain Beefheart. Il disco finisce nell’onirismo più puro con Chant d'Amour/Da Mort  che è la cosa più vicina ai primi Piano Magic che abbia ascoltato da molto tempo a questa parte. Un lavoro incredibilmente dark, onirico, sexy. Un grande ritorno.

(7.5/10)

Scheda: Diana Rogerson

Pubblicazione: 25 Agosto 2007

File under: dark trance

| Archivio
Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2007)

Rss
copertina pdf #91