Recensione
Blood Lightning Burning Star Core
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noise Voti redazione e staff

Burning Star Core

Blood Lightning

No Fun Records

Parlavamo della sigla No Fun pochi mesi fa, in occasione dell’uscita del doppio DVD contenente le gesta del festival noise di Brooklyn. No Fun è ora anche un viatico discografico per le malsane pulsioni sonore di alcuni dei soggetti più freak (out) della scena underground americana. Burning Star Core al secolo C. Spencer Yeah è un colto furbacchione che decide volutamente di tuffarsi nella discarica per rinascere a nuova vita. La sua musica ricorda le installazioni d’arte contemporanea fatte con i materiali di scarto. Nel caso specifico feedback e drones sono gli elementi di cui si serve per affrescare desolati panorami urbani. A dispetto del contesto, nella maggioranza dei casi, le arcate di suono reiterato che progetta hanno anche diverse qualità musicali che si prestano al piacere dell’ascolto. Non è Prurient per intenterci. Di fatti viene sempre ficcato nel calderone del free noise contemporaneo ma se ne distanzia puntualmente. Anche questo disco, in assoluto uno dei suoi migliori, vive dello stesso equivoco. Basta però lasciarsi trascinare dalle mareggiate di feedback mandato in loop, dalle reiterazioni manipolate fino alla caricatura (A Curse On The Coast sembra in tal senso un pezzo dei primi Swans rallentato fino all’eccesso) e dalle urticanti pianure di noise che anziché fare male causano assuefazione (i 13 minuti e passa di The Universe Is Designed To Break Your Mind), che lo rendono, in questo, molto simile a certi Double Leopards.

(7.5/10)

Pubblicazione: 13 Aprile 2007

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2007)

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