Recensione
Strjon Arve Henriksen
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avant Voti redazione e staff

Arve Henriksen

Strjon

Rune Grammofon

La musica di Arve Heriksen, in particolare quella contenuta in questo suo terzo disco, mi porta alla mente due precisi referenti cinematografici: Lontano da Dio e dagli uomini di Sharunas Bartas e Aguirre di Werner Herzog. Quel senso di spazio immanente e di mistica terrena, con l’occhio che si stringe nello sforzo di inquadrare quanto più è possibile. Uno spirito piccolo di fronte alla grandezza del creato, che per forza di cose si disseta alle fonti del romantico, del sublime e del metafisico. Quello che per Bartas è la Siberia vista da un’aliena e per Herzog la Cordigliera delle Ande discesa da una spedizione spagnola, per Arve Henriksen è Strjon, antico nome di Stryn, piccolo villaggio norvegese situato sul fiordo Nordfjord, dove lui è nato e cresciuto, prima di andare a suonare la sua tromba ultraterrena con i Supersilent.

Che molta della migliore musica griffata Rune Grammofon sappia come coniugare suoni fisici e palpabili con altri rarefatti come spiriti è cosa di cui siamo convinti ormai da un po’, ma la tromba di Henriksen è come un segno dalle qualità mitiche. Come il quarto mondo viene descritto da Jon Hassell, Henriksen si muove tra gli spazi del suo villaggio natio, disegnano arabeschi strumentali che sono come ombre cinesi illustrate su un muro. Sotto la voce della tromba, tramano suggestivi concretismi modificati dal digitale. Folklore norvegese ricontestualizzato dalla mano del laptop come accadeva l’anno scorso nel disco di Svalastog

L’insieme di questa formula riesce a coprire una vasta gamma di emozioni che vanno dall’opprimente (Black Mountain) al nostalgico (Leaf And Rock), dal romantico (Ancient And Accepted Rite) all’ermetico (Green Water). Wind And Bow fa venire in mente un’altra pagina cinematografica. Il giovane Jonathan Harker che ascende le montagne per recarsi nel castello del conte interpretato da Klaus Kinski nel Nosferatu di Herzog. Ancora lui. Togliete la pur straordinaria soundtrack dei Popol Vuh e metteteci sotto Strjon. Vi accorgerete che immagini e suoni fanno perfettamente rima.  

(7.0/10)

Scheda: Arve Henriksen

Pubblicazione: 31 Agosto 2007

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