Recensione
Crossing Dragon Bridge Steve Wynn
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Folk rock Voti redazione e staff

Steve Wynn

Crossing Dragon Bridge

Blue Rose Records

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Non prendetemi neanche in considerazione se pretendete che parli di Steve Wynn con distacco. Ok, qualora sfornasse un brutto disco non esiterei a scriverlo. Ma è giusto ribadire che per quest'uomo nutro un'ammirazione pressoché totale di cui le righe seguenti sono giocoforza intrise, quindi sappiatelo e affrontatele con le dovute precauzioni. Bene, detto ciò posso affermare senza indugio che il qui presente Crossing Dragon Bridge aggiunge legna nella caldaia dell'ammirazione, per i cosiddetti esiti artistici certo ma anche e soprattutto per il modo in cui è stato concepito e realizzato.

Steve ha infatti raggiunto Chris Eckman in Slovenia, dove Mr. Walkabouts da qualche anno risiede, rispondendo alla proposta di realizzare un album. E così l'ex-Dream Syndicate ha concesso le ferie ai Miracle3 e ha passato tre settimane a Ljubljana incidendo e a respirando l'aria di un altro mondo, portandosi dentro il mondo che sappiamo, lasciando sbocciare insomma queste tredici canzoni che si prendono carico della situazione, smorzano l'impeto rock impastandolo di spersa malinconia, stemperando fatamorgane western e inquietudine balcanica nelle chitarre mai sopra le righe, negli organi che tremolano acidi, nell'enfasi sfuggente degli archi. Con lo sguardo ad altezza d'uomo di chi ne ha viste abbastanza e con abbastanza cuore da alludere prospettive ben più lunghe di un semplice disco.

Manhattan Faultline è trepidazione carezzevole e insidiosa, When We Talk About Forever ammicca l'epica guitta di un Leonard Cohen, God Doesn't Like It medita modernità blues con esiti quasi Depeche Mode, Annie & Me è adrenalina Tom Petty altezza Full Moon Fever, She Came - scritta dal cantautore sloveno Tomaz Pengov - la soffice cuffia per i nostri pensieri indolenziti, Punching Holes In The Sky un ponte di tremolante angoscia folk-psych tra Pink Floyd e Donovan, le Slovenian Rhapsody che aprono e chiudono il programma una marcia ebbra e solenne tra ugge morriconiane e tremori mitteleuropei.

Uno scarto netto rispetto all'elettricità burrascosa delle ultime notevoli prove. Ulteriore testimonianza della matura vitalità di un'artista definitivamente ritrovato.

(7.3/10)

Scheda: Steve Wynn

Pubblicazione: 16 Giugno 2008

File under: Folk rock

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Stefano Solventi (Album 2008)

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