The Time Has Come. Il tempo per riascoltare Anne Briggs è giunto. Mancava ancora un classico come questo nella lista delle ristampe di british folk anni ’70. Se da un lato il fascino del vinile impolverato e scricchiolante è irraggiungibile, dall’altro il remastering di suoni datati come questi offre nuove possibilità di ascolto a tutta una nuova generazione, che ha come unica colpa quella di essere nata dopo il 1971. Questa la data di pubblicazione del disco in questione. Il secondo a firma Anne Briggs, ma a tutti gli effetti il suo primo come autrice della propria musica, considerato che il primo era composto per lo più da riarrangiamenti di traditional.
La musica di The Time Has Come arriva vicinissima, con umiltà e sentimento, al cuore primigenio della passione. Null’altro che lei, la sua chitarra e un cuore colmo di nostalgia e bellezza. Una voce che letteralmente coccola le note e ti accarezza con dolcezza. E poi certi dettagli meravigliosi e irripetibili, come quando su Sandman’s Song, per due secondi sembra allontanarsi dal microfono con la voce che quasi vuole scomparire, o ancora il leggerissimo e straordinario eco che si poggia su Ride, Ride. Anne rimase volutamente una figura defilata nella scena musicale dell’epoca. Dopo questo disco si trasferì in Scozia, registrò un altro lavoro mentre era incinta, ma non ne fu mai personalmente soddisfatta. Eppure l’eco della suo voce è stato vasto ed è arrivato fino ad oggi, e te ne accorgi quando la vedi citata di continuo dei nuovi eroi del folk moderno e la risenti nelle pieghe della loro musica.
Le note del booklet di questa ristampa, siglate da una penna fine come Andy Beta, iniziano programmaticamente così: “Quando stringi tra le mani questo booklet, sappi che nel 21° secolo, stai impugnando il più tenace, umano e concreto documento della legenda British folk anni ’60, Anne Briggs. E quando senti il suo canto del cigno datato 1971, The Time Has Come, ascolta la sua voce nuda come vento poggiarsi sulle tredici canzoni, il documento registrato di una carriera irregolare, allora le tue mani saranno vuote, e stringeranno nient’altro che aria. Anne sarà fuggita alla cattura ancora una volta”.
Ma il ritratto migliore di Anne lo diede un anno prima un’altra donna bellissima che si chiamava Sandy Denny, nell’unico disco firmato dai Fotheringay. Così cantava Sandy in The Pond and the Stream : “Annie wanders on the land / She loves the freedom of the air…”.
(8.0/10)
Scheda: Anne Briggs
Pubblicazione: 04 Maggio 2007
File under: folk
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