Recensione
Yasujiro Ozu Hitokomakura AA. VV.
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ambient Voti redazione e staff

AA. VV.

Yasujiro Ozu Hitokomakura

and/OAR

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Secondo di una trilogia iniziata con un lavoro dedicato ad Andrei Tarkovsky, questa doppio album è più di una semplice compilation. Stiamo più dalle parti di un progetto multimediale vero e proprio, che per l’occasione è dedicato al grande cineasta giapponese Yasujiro Ozu. Non è certo questa la sede per scomodare la teoria del cinema trascendentale di Paul Schrader che individuava proprio in Ozu, al fianco di Bresson e Dreyer, l’esempio massimo di cinema "che va oltre la normale esperienza dei sensi". Basti dire qui che caratteristica del regista nipponico sono i cosiddetti “Pillow Shots”. Si tratta di brevi immagini, poetiche e quasi subliminali, inserite tra le parti recitate dei film. Sono attimi. Un vaso di fiori. Dei panni appesi ad asciugare. Un’insegna fuori dalla finestra. Un banco di nuvole. Un gruppo di aquiloni. Un faro. Una cassetta della posta. Dei pali elettrici...

Tutti gli artisti presenti in questa raccolta sono stati invitati a scegliere un particolare pillow shot da un film qualsiasi di Ozu e a musicarlo. Una simile direttrice non poteva non trovare proprio nella musica ambient ed elettroacustica una via espressiva preferenziale e la raccolta è avvincente proprio per questo. Nel rapporto privilegiato tra l’immagine e il suono che l’artista ha scelto per musicarla. Steve Roden, per esempio, sceglie uno shot incentrato sulla statua del Buddha a Kamakura, miscela registrazioni fatte a Kyoto, delle chitarrine flebili flebili e delle voci appena udibili, ottenendo una piece di zen acustico di grande e raffinata bellezza. Ma gli approcci usati sono tutti unici nell’idea che ha motivato l’artista ad usare alcune registrazioni e a lasciarsi suggestionare da un’immagine piuttosto che un’altra.

Dal field recording più rigoroso (Kiyoshi Mizutani), al brano ambient più leggero delle nuvole (Yohsio Machida) la scaletta è avvincente. Gli episodi migliori, oltre a quello di Roden, sono il field recording senza mediazioni, quasi nascesse dall’immagine scelta, registrato da Alejandra & Aeron; il gagaku in presa diretta dell’Aono Jikken Ensemble; l’ambient di Steinbruchel che campiona su Seen,nel primo disco, i field recordings registrati per Waldsee che sta sul secondo; il teorema del silenzio di Taku Sugimoto (una provocazione intellettuale), e ancora altri luminari del suono come Sawako, Bernhard Günter, John Hudak, Toshiya Tsunoda e non ultimo Dave Lloyd, il gestore dell’etichetta and_OAR e motore primo del progetto.

(7.5/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 02 Novembre 2007

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