Recensione
At Mount Zoomer Wolf Parade
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Pop folk Voti redazione e staff

Wolf Parade

At Mount Zoomer

Sub Pop

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Non è un Apologies To The Queen Mary (il loro esordio del 2005) parte seconda questo At Mount Zoomer. Come dichiarato di recente dal leader dei canadesi Wolf Parade Dan Boeckner, negli ultimi anni si sono dedicati a un periodo di sperimentazione, improvvisando in una chiesa di Montreal di proprietà degli amici Arcade Fire. Da questo lavoro di jam è venuto fuori l’album, come un asciugamento delle lunghe session fatte fino ad allora.

Del primo disco è rimasta di base la struttura power pop melodico/acida, per il resto si tratta di pezzi costruiti su stratificazioni composite. Ecco allora il funk pop saltellante alla XTC dell’opener Soldier’s Grin, una Making Plans For Nigel che poi rallenta nella parte centrale, inglobando strutture psych; le derivazioni folk contaminate con l’acid rock di Call It A Ritual; le contaminazioni kraut rock dalle parti dei primi Kraftwerk (Language City); i bassi scuri alla Interpol misti agli anthem Arcade Fire (California Dreamer, The Grey Estates); le misture melodiche Bowie tra 70’s e new wave (Fine Young Cannibals, An Animal In Your Care), fino alla lunga Kissing The Behive finale, che lambisce il prog rock più barocco e i Television più visionari nella lunga cavalcata centrale.

Un miscuglio che avrebbe potuto rovinare la freschezza e la leggerezza del gruppo sin qui conosciuto, miscuglio che invece si rivela ben amalgamato scurendo i toni della band, di cui ora aspetteremo altre evoluzioni.

(7.0/10)

Scheda: Wolf Parade

Pubblicazione: 05 Luglio 2008

File under: Pop folk

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