Mikey T è il tipico mostro della provincia americana che sembra sempre sul punto di perdere la ragione, imbracciare un fucile e andarsene in giro ad ammazzare cristiani. Il phisique du role è quello: soprappeso, strabico, t-shirt di gruppi metal e ultimamente un paio di assurdi baffi da integralista repubblicano. I Warmer Milks sono la sua proverbiale valvola di sfogo, quella che ce lo consegna alle cronache musicali piuttosto che a quelle nere.
Da Lexington, Kentucky, i Warmer Milks arrivano su Troubleman Unlimited, con le spalle cariche di cdr prodotti in proprio dai titoli dolci come: Penetration Initials, Rotted Family Corpse of God, Rwanda/Walken Agorophobic. La musica è una stiracchiata, languida e allucinata forma di noise, che chiama in causa direttamente la tradizione anni ’90 e la sporca di umori black e death metal. Radish On Light è un’unica, lunga e articolata suite psichedelica in quattro movimenti che sembra trasformare la The End dei Doors in un luna park dell’orrore.
Mentre In The Fields si attorciglia su scale orientaleggianti che paiono prese direttamente dall’indimenticata The Sphynx dell’Iceburn Collective Mikey T incomincia il suo personale declama masturbatorio. C’è qualcosa di particolarmente caustico nel suo modo di urlare. A metà tra uno Eugene Robinson (Oxbow) e un Dani Filth (Cradle of Filth), la voce urla le parole di qualcuno che segna i giorni sul calendario nella sola attesa che il tempo passi inutilmente. The Sharksi muove tra fragranze SST, Subterrean e Anphetamine Reptile; Pentagram Of Sores è un turbine doom tra Melvins e Swans, che prelude alla disastrata title track, con drumming disperso, feedback chitarristico e una voce orribile che rantola dall’oltretomba.
Radish On Light è un lungo viaggio senza pentimenti, nel lato buio della provincia americana, quella che ansima in agonia schiacciata dagli incubi della violenza, della povertà, della clausura culturale e in definitiva della mancanza di un domani migliore.
(7.5/10)
Scheda: Warmer Milks
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