Recensione
Architectural Failures Hi Red Center
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post rock Voti redazione e staff

Hi Red Center

Architectural Failures

Pangaea Recordings

Arrivano da Brooklyn, sono in quattro, si chiamano Hi Red Center e possono agevolmente collocarsi lungo una linea evolutiva che da gruppi post-avant-math-rock anni ‘90 come Us Maple, Storm & Stress e Don Caballero arriva fino a contemporanei eroi del settore come The Standard e Pattern Is Movement. Architectural Failures è il loro disco di debutto e come tutti i lavori meditati a lungo mette molta carne a cuocere. Derive post, sezionamenti jazzy, post krautismi, chincaglierie analogiche come se i Tortoise di Standards fossero marciti dal proprio interno. La miscela è senz’altro avvincente quando cerca di trovare ragioni nel caos: l’iniziale Red/Green o Evil Doer che vivono sull’arditezza della sezione ritmica, sulle distorsioni e partono con rincorse a perdifiato. I canonici momenti di calma apparente abitano le inquietudini più kraute come in Hollow Buttons e Bunnies Are Full Of Magic o chiccherie Stereolab come in Famous Hero.

La quadratura del cerchio la band la ottiene proprio quando amalgama le due componenti, come in Alarm Will Sound e Oskar. Le eccentriche visioni della band sono già sufficientemente articolate. Manca ancora però quel “quid” che li può far differenziare. Quel qualcosa che ad esempio hanno i Pattern Is Movement, che sullo stesso terreno accidentato si muovono con una scioltezza senz’altro maggiore. Speriamo che la tromba jazz di Eureka prenda il sopravvento sulla scrittura dei quattro bravi ragazzi di Brooklyn e ci regali un grande secondo disco – della maturità.

(6.8/10)

Scheda: Hi Red Center

Pubblicazione: 26 Giugno 2006

File under: post rock

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Antonello Comunale (Album 2006)

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