Recensione
Special Whishes Harvey Milk
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heavy metal Voti redazione e staff

Harvey Milk

Special Whishes

Troubleman Unlimited

Gli Harvey Milk ritornano dal nulla come se niente fosse. Per chi non lo sapesse, si sta parlando di un piccolo oggetto di culto (anche se elitario) della scena hard metal anni ’90, il cui primo lavoro, intitolato My Love Is Higher Than Your Assessment Of What My Love Could Be, resta ancora oggi un bel macigno doom, duro da digerire. Il simpatico Mike Simonetti della Troubleman Unlimited, sempre attento a stare dietro alle migliori storture rock, ha però questa volta preso un vero e proprio pacco. Questo Special Whishes ripete stancamente i cliché dell’hard doom, senza un briciolo della crudeltà mostrata dal primo disco. Trattasi insomma del classico caso di ritorno moscio e inconcludente.

Ascoltare quest’album è come fare braccio di ferro con un vecchio wrestler che non ce la fa più. Immaginatevi un Henry Rollins emaciato e senza muscoli che cerca inutilmente di fare la voce cattiva. Questo è quello che evocano pezzi lenti e melmosi come l’iniziale I’ve Got A Love, War, Crush Them All. Poi arriva la ballatona grunge, Once In A While, una cosa che neanche i peggiori Staind e ti viene davvero voglia di buttare il disco nell’immondizia. Una delusione cocente. Gente come Melvins e Swans non ha più nulla a che vedere con questo surrogato trash della più pacchiana hard rock band della provincia americana.

(4.5/10)

Scheda: Harvey Milk

Pubblicazione: 29 Ottobre 2006

File under: heavy metal

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