Dopo i primi due monolitici dischi per Kranky e l’approdo a Troubleman Unlimited, lo stile di Joe DeNardo and Kevin Doria, in arte The Growing, non poteva che indirizzarsi verso una maggiore liricità delle forme e un ampliamento della tavolozza sonora. Tentativo in sé lodevole, ma abbastanza complesso da mandare in porto, viste le caratteristiche pregnanti della loro proposta. Color Wheel è pertanto, già dal titolo stesso, il protendersi verso una forma musicale più spregiudicata, che rompa lo schema ambient-drone-doom su cui la band aveva assemblato le prime composizioni e aumenti i colori del quadro.
Ci si incammina subito per questa via con Fancy Period, che tende la corda dei suoni e la rilascia lentamente attraverso un melodismo epico ed enfatico. Il duo di Olympia flirta così tanto con la coppia Fripp-Eno di NoPussyfooting e Evening Star, che non si preoccupa minimamente di celare quello che sembra un evidente omaggio. Nelle successive Friendly Confiness e Cumulusless si pesca nel repertorio classico della band, sempre conteso tra cupo rumorismo chitarristico e tappeti sonori new agey, ma il tutto reso in maniera più controllata e a tono rispetto ai primi album, dove una sola idea di fondo veniva diluita in maniera indeterminata.
Ma è la centrale Blue Angels, ad essere il vero e proprio tour de force del disco. Oltre 18 minuti che nel loro mantrico e ipnotico droning fanno convivere gli scarti eterei di scuola kranky (Windy & Carl e Stars Of The Lid), il Theatre of Eternal Music di La Monte Young e le volate drone-doomy di marca Earth e Sunn O))), chiudendosi poi con un ironicamente avanguardista finale di synth. La successiva Peace Offering manda in loop una serie di arpeggi che in chiusura di brano vengono modificati chirurgicamente dal laptop per poi concedere alla chiusura in grande stile di Green Pasture, brano animato da uno sciame di chitarre riverberate e da una serie di cupe folate di frastuono digitale.
Il tentativo di portare il suono fuori dallo schema di base, già parzialmente testato in His Return, può dirsi solo parzialmente riuscito, ma a conti fatti, così facendo, i Growing hanno partorito il loro disco più accessibile e lineare. Musica lisergica per la generazione I-pod, quella dei Growing è una formula che non ha ancora trovato il suo sbocco ideale, ma che ci si sta avvicinando rapidamente.
(7.3/10)
Scheda: Growing
Pubblicazione: 08 Maggio 2006
File under: ambient
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