Recensione
Self Titled Remember Remember
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chamber music Voti redazione e staff

Remember Remember

Self Titled

Rock Action

Rimarrete abbagliati, tramortiti. Inermi e plagiati, una volta pigiato il play del lettore cd, al cospetto di The Dancing: l’anello mancante tra I Zimbra dei Talking Heads e il debutto dei Glissandro 70. una danza etno-funk radiosa che rima con primavera. Occhio però, giacché di contro alla meraviglia seguirà, subito dopo, il depistaggio.

La musica dei Remember Remember, infatti, sfila come una partitura di Glass e/o Reich rivisitata dai Mice Parade. Lasciatevi rapire quindi, ma non ingannare, dall’episodio di cui sopra: accomodatevi in salotto e calate le palpebre. Genie (For Amaya), How Did You End Up Like This?, Imagining Things (i), Imagining Things (ii) e Up In A Blue Light sono mirabili esempi di policroma chamber music orchestrata da un unico uomo, Graeme Ronald, diviso, tra le tante cose, fra glockenspiel, chitarra, kalimba, e-bow e sorretto da uno stuolo di compari delegati ai violini, fiati e batteria. Il lato quieto dei Mogwai a braccetto con le architetture di Sufjan Stevens e Jens Lekman.

Menzione finale serbata a Fountain e Mountain: unica traccia, in origine, rieditata ora per l’occasione. Danza epica, prima arpeggiata poi incalzante, pari ad un alba in piena. Garantisce la Rock Action. E pure noi!

(7.0/10)

Pubblicazione: 28 Marzo 2009

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Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2009)

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