Il titolo non può che ricordare Stupid Fambaloo, il brano di Quasi-Objectsnel quale Drew, suonando un pallone di plastica, si ritrovava tra le mani un pezzo techno molto cheesey gay. Analogie confermate con l’ascolto di Mister Mouth e Exciter Lamp dove il sound del duo torna al prettamente “elettronico” e sicuramente allo “strofinato”, come i ragazzi fossero di nuovo alle prese con i latex e compagnia assortita. Eppure se c’è della techno vecchia maniera nella quinta prova, il fare non è propriamente il medesimo vicino com’è alla scuola di un Jean Jacques Perrey o di un Umiliani. Nella stessa Exiter, si sente un synth che mima un mandolino, Rainbow Flag è in soldoni una bossa e Les Folies Francaises rifà probabilmente una delle musiche di Barry Lyndon.
Sicuramente c’è un ritornano al piccolo, anzi piccolissimo, 8 bit, e lo spostamento di concetto più rilevante sembra un affare di abbondanti tastierismi oltre ai famigerati quasi-oggetti, salvo quando apprendiamo che la scheda fornita dal management Matador ne esclude la presenza in modo perentorio “Supreme Balloon è un album fatto totalmente di synth. Avete capito bene, niente microfoni o oggetti caslinghi maneggiati in alcun modo, nessun strumento acustico, nessuna voce neanche al Vocoders. Solo synthesizers Arp, Korg, Roland, Waldorf and Moog, e sistemi modulari da parte di Electro-Comp, Doepfer e Akai”
Avvincente il viaggio al centro della terra delle macchine, come si sa che il gruppo ha sempre amato restringere il recinto delle possibilità per focalizzare meglio lo sforzo creativo, tuttavia, spostando il concetto sul mezzo e non più sul fine, il divertimento questa volta sembra più dalla parte di chi spinge i tasti che di chi ne fruirà. I Matmos che rifanno da dio e con sole tastiere quello che prima campionavano e allora? Sembra un passo falso, un affare per feticisti (…del synth), ma quando parte il brano omonimo Supreme Balloon (di cui inavvertitamente ci scordiamo di vedere il minutaggio) si cade dalla sedia e con quella viene giù pure il monitor, il computer e tutto il resto.
L’astronave parte per saturno alimentata da un motore fatto di minimalismo, florealismo tastieristico hippy manco ci fosse Terry Riley con loro. E di più, all’ideale timone, tra computazioni vecchia scuola e melodie space-psych s’uniscono i Kraftwerk pre-Autobahn in compagnia del compianto Dinger e del compagno Rother
Con i suoi 24 minuti, il cosmic trip stupisce con un classico: la prog suite vecchio stile, il pezzone con almeno cinque movimenti dentro, il trippone estatico-magnetico-lisergico che prende il kraut che riflette sul cosmo flirtando con l’oriente e te lo rimette in note sotto forma di sinfonia pro-tecnologica. Porca miseria il segnale è chiaro ora: minimalismo e trascendenza si toccano di nuovo.
(7.0/10)
Scheda: Matmos
Pubblicazione: 05 Maggio 2008
File under: Elettronica
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