Recensione
Cut Down Cut In The Hill Gang
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punk-blues Voti redazione e staff

Cut In The Hill Gang

Cut Down

Stag-O-Lee

Suonano blues del delta con piglio punk. Arrischiano svisate di slide insieme a tamburi pestati a sangue, stomp blues cacato dall’inferno e rock’n’roll vecchio come l’invenzione delle chitarre. Roba già sentita, vero? Eppure se mettete sul piatto Cut Down, scommetto che lo toglierete con enorme difficoltà per quanto gira alla perfezione.

Cut In The Hill Gang è un trio americano, questo è il loro primo album ma hanno la storia alle spalle (e si spera anche davanti): dietro le pelli siede Lance Kaufman, mentre Brad Meinerding e Johnny Walker si dividono le chitarre, acustiche ed elettriche, oltre a vari altri ammennicoli a corda. Quest’ultimo in particolare non è di primo pelo, visto che era lui il leader dei Soledad Brothers, storica formazione di punk-blues di cui i CITHG ereditano ruvidezze stooges-oriented (in certi momenti vicini alla prima Blues Explosion, ma non ditelo a Walker) e amore per la tradizione a stelle e strisce, anche se più interessati – parole sempre del leader – agli aspetti più bluegrass e alle screziature country.

Cut Down è la riedizione di un vinile split chiamato Hung Up, ai cui 5 pezzi si aggiungono quelli di nuova composizione, inclusa una cover dai primissimi passi di White Stripes, amici per la pelle di Walker. Insomma, se siete in vena di chitarre urlanti e sing-along indimenticabili, bandiere sudiste e rock marcio e sudato fate vostro questo disco.

(6.8/10)

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

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