Secondo album per gli svedesi Jeniferever a distanza di tre anni dal loro debutto Choose A Bright Morning. Il raggio su cui si muove Spring Tides è sempre il medesimo: etereo e melenso post rock aperto tanto a sospensioni shoegaze quanto a esplosioni emozionali e inflessioni slowcore, a metà strada tra Slowdive, Mogwai, Early Day Miners e Cure.
La malinconia è la regina incontrastata di queste dieci tracce, e la voce di Kristofer Jonson non fa che evocarla, ora con sfuggenti traiettorie ora con una profondità new wave in puro stile Robert Smith (Ox-Eye sembra una delle ballad strappalacrime di Bloodflower). La languidezza delle chitarre e la delicatezza delle tastiere creano dilatazioni sonore al limite della commozione, ma finiscono anche per sfiorare la narcolessia pura. Il minutaggio medio troppo elevato e una produzione eccessivamente fredda e laccata appesantiscano l’ascolto dell’intero album, mettendo in secondo piano la non banale ricerca emozionale del quartetto. Questa sì da evidenziare.
Siamo certi che una cura meno formale e una formula artistica meno cerebrale farebbero uscire i Jeniferever dal cono d’ombra in cui si trovano.
(5.5/10)
Scheda: Jeniferever
Pubblicazione: 01 Aprile 2009
File under: post rock
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









