Recensione
Buck Dharma Wooden Wand
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free folk Voti redazione e staff

Wooden Wand

Buck Dharma

5 Rue Christine

Il 2005 è stato un anno cruciale per James Thot, in arte Wooden Wand. La chiusura della Polyamory, l’etichetta che nell’ormai lontano 1996 allestì in modo spartano con Tovah O’Rourke (moglie di John Olson dei Wolf Eyes e motore creativo dei Dead Machines), ha coinciso quest’anno con il passaggio a 5Rue Christine. Un po’ come andare ad incidere per una major per uno cresciuto a cassette e CDRs. In aggiunta a questo, ci sono state una serie di ristampe, che hanno reso la reperibilità di alcuni dischi (Xiao in particolare) qualcosa di meno avventuroso.

Molti hanno parlato di free-folk, ma più che imparentati a free-formers come No Neck Blues Band o Sunburned Hand Of The Man, Wooden Wand And the Vanishing Voice sembrano più interessati a proseguire la stagione acida degli anni ’60, virandola verso un gotico americano sudista che li differenzia dagli altri. Il sogno lisergico dei Jefferson Airplane e dei Grateful Dead affogato nelle paludi blues e gospel di New Orleans.

Buck Dharma è il primo lavoro ad avere una distribuzione degna di questo nome e come biglietto da visita non potrebbe essere più riuscito. E’ in pratica un riassunto delle puntate precedenti, che assembla un’ora scarsa di musica onirica e visionaria (1). Parte con Hideous Whisker & His Woman, uno strumentale trattenuto e abbozzato, che non sa decidersi se farsi canzone o improvvisazione per poi immergersi, con Rot On, nei loro tipici corridoi a base di chitarre riverberate. Il mantra acido di Risen From The Ashes è un po’ la continuazione della magnifica Cariboe Christ In The Great Void presente su Xiao. La voce di Satya Sai Baba declama carismatica su un tappeto di chitarre wah wah che pur non avendo la stessa magia di Jerry Garcia, lo prendono a modello. L’onirismo del disco non viene mai meno, anche nelle successive Satya Sai Scupetty Plays "Reverse Jam Band" e Steven The Harvester Presides O'er The Din Of The-The Cups che evocano gli incubi ambientali dei Pink Floyd di Ummagumma.

Owl Fowl ha un finale da rituale pagano, che fa venire in mente la collaborazione tra Michael Gira e Dan Matz, mentre I Am The One I Am & He Is the Caretaker Of My Heart è un po’ la loro White Rabbit, con Satya Sai Baba, impegnata a recitare la parte di uno stravolto incrocio tra Grace Slick e Ella Fitzgerald. Chiudono il disco due gemme nere: il folk apocalittico di Spear Of Destiny e la misteriosa e cerimoniale Wicked World che scioglie Bob Dylan nell’acido e ne fa danzare lo scheletro su percussioni voodoo.

La musica di Wooden Wand And the Vanishing Voice trasforma il sogno hippie in un bad tripping, facendo più di qualche riferimento agli archetipi della musica americana. Adesso che hanno una distribuzione migliore, potrebbero anche essere il passo successivo agli Animal Collective e ai gruppi su Young God Records, ma si sa… nemo propheta in patria.

(1)Buck Dharma è uscito anche in versione doppio vinile per la Time-lag, con due brani in più: Snakes Blues/Rational Blues e The Roebuck Song.

(7.4/10)

Scheda: Wooden Wand

Pubblicazione: 14 Ottobre 2005

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2005)

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