Recensione
Qvaris No Neck Blues Band
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avant folk Voti redazione e staff

No Neck Blues Band

Qvaris

5 Rue Christine

La No Neck Blues Band arriva da Harlem ed è un vero e proprio oggetto di culto, nella misura in cui la mitologia sulla band è direttamente proporzionale al seguito fanatico dei seguaci. Pochissime le informazioni sui suoi componenti. Si tratta di una vera e propria comune, un collettivo di personalità non meglio identificate, che fa musica in maniera più o meno professionale, dal 1992. Qvaris è il loro White Album. Disco a larga diffusione e rifinito in ogni dettaglio che segna il pieno ingresso della formazione nel novero dei comuni mortali, quelli che cercano di produrre e diffondere al meglio la musica che suonano. A farsi carico dell’impresa la meritoria 5rue Christine, per un lavoro che rifinisce maggiormente la formula di Sticks And Stones May Break My Bones But Words Will Never Hurt Me (ospitato nel catalogo della Revenant di John Fahey). L’intro di The Doon ha addirittura un vago sapore post rock, con quell’arpeggio pensoso e carico di presagi, che sembra uscire dai For Carnation. La successiva Live Your Myth in Grease tende sensibilmente verso la loro forma classica, un misto di improvvisazione, ritmica tribale, canti pellerossa, ipnosi kraut, estasi psichedelica e umori blues. Con Boreal Gluts sembra di ascoltare dei Faust primitivi e yankee. Qvaris è i l miglior lavoro che la band potesse fare oggi. 

(7.7/10)

Pubblicazione: 15 Dicembre 2005

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2005)

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