Recensione
Bats In The Dead Trees Cheater Slicks
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experimental garage-rock Voti redazione e staff

Cheater Slicks

Bats In The Dead Trees

Lost Treasures Of The Underworld

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La saga dei fratelli Shannon si arricchisce di un nuovo capitolo, il nono per la precisione, se consideriamo soltanto i dischi in studio; forse nove album in vent’anni (il primo è esattamente dell’89) possono sembrare pochi eppure è forse proprio l’aver evitato le frenesia produttiva che sembra invece caratterizzare certi gruppi d’oggi (Wavves, Blank Dogs e compagnia ipertrofica) che ha consentito al gruppo di Columbus, OH di costruire una parabola tanto avveniristica quanto degna di essere seguita passo per passo.

Non da meno è dunque questa nuova release, che dalla sua può vantare anche un’altra componente; se infatti la scena garage-punk americana (la stessa in cui pure loro hanno sempre sguazzato) è attualmente presa dai suoni ludici dei vari progetti bedroom synth, questo Bats in the Dead Trees rilancia e raddoppia la posta in gioco schiacciando senza remore il pedale della sperimentazione.

Ciò che ci perviene sono dunque quattro pezzi strumentali, non titolati, totalmente improvvisati e non ritoccati successivamente in cui il trio da sfogo alla sua vena più cacofonica e, appunto, impro. L’unica effettiva continuità con i picchi più weird della precedente discografia può essere riscontrata nel garage psichedelico a base di corde rotte e piatti brutalizzati di Pt. II, il brano più classicamente Cheaters del disco; i pezzi restanti sono tutto un lato caratteriale del gruppo che non conoscevamo finora. Apre una Pt. I che si protrae per quasi quindici minuti a soli colpi di feedback, senza riff, senza batteria, senza rock e già manca l’aria; dopo il breve cameo di Pt. II si gira lato e cala la scure. Pt. III è ancora un incubo asfittico di un quarto d’ora, mentre il pezzo conclusivo è una suite di synth e flanger che ricorda certe follie kraut dei ’70 tedeschi.

Il tutto è stampato in sole 300 copie, un numero esiguo ma comprensibile dato l’indelebile punto di sperimentazione che il gruppo marca con questo nuovo lavoro; se infatti la radicalità della proposta non lascia spazio a mezzi giudizi, i motivi per cui si può amare o detestare un disco come questo sono esattamente gli stessi.

(7.0/10)

Scheda: Cheater Slicks

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: experimental garage-rock

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Andrea Napoli
Andrea Napoli (Album 2009)

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