Recensione
Darling, darling, darling Chapelier Fou
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elettronica/elettroacustica Voti redazione e staff

Chapelier Fou

Darling, darling, darling

Ici d'ailleurs

In fondo a volte il gioco sta anche nel non prendersi troppo sul serio, concedendosi all'estro piuttosto che alle affinate armi del mestiere, senza per questo perdere in credibilità o valore.

E' il caso del giovane musicista e compositore francese Chapelier Fou e del suo Ep Darling, darling, darling. Un'elettronica che fa parlare di sè tra laptop, ambient e rumori più o meno frenetici, quelli che giocano con i riferimenti alle sonorità di scuola Warp senza cadere nel rischio del derivativo.

Anche se è con il violino che tutto è cominciato, nelle aule di un conservatorio, dove il giovane artista si confrontava con i repertori del '900 (Ravel, Debussy o Bartok) e il Jazz, strumenti come tastiere, mandolino e chitarra hanno sempre rappresentato il contraltare folk di un apprendistato musicale curioso e variegato.

Convivono entrambe le attitudini, senza forzatura ma con consapevolezza di spazi e colore, affini alle sonorità di uno Yan Tiersen ma senza dimenticare la raffinatezza della cosiddetta nuova musica. Malinconiche ma amichevoli le corde, le voci campionate e le armonie della title trak, abili i giri di giostra e gli intermezzi di Horses, i cambiamenti di registro ritmico (Le grand n'importe quoi). Sei tracce certo non di passaggio, che non chiedono nulla in cambio ma dispensano ispirati e creativi motivi fiabeschi.

(6.7/10)

Scheda: Chapelier Fou

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: elettronica/elettroacustica

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