Duo cosentino attivo dal 2001, i Lam si sono fatti venire un'idea mica male: riempire la desolazione atmosferica del post rock con le palpitazioni emotive e - è proprio il caso di dirlo - cinematiche dei Badalamenti, dei Vangelis e dei Morricone. Claustrofobie tra i landscapes sconfinati. Strane angosce t'inchiodano al suolo eppure cammini. Ciò che ha gli ha guadagnato la partecipazione a Poison Ochs, compilation-tributo al grande Phil Ochs licenziata nel 2003 dall'etichetta statunitense Wood Records, esperienza doppiata un paio di anni più tardi con I'll Never Leave You (dedicata stavolta a Harry Nilsson). Insomma, hanno questa capacità di allestire scenografie ipnotiche e minacciose, come una marcia in un deserto senza tempo o forse post-atomico, le venature dark della chitarra e i panneggi eterei delle tastiere s'impastano con un certo languore rimagliati da drum machine, tramestii sintetici e occasionali apparizioni d'archi. Non troppe le idee, la cui reiterazione ossessiva non sempre si fa bastare. Resta la validità dell'intuizione di partenza. Che sia una partenza, però.
(6.6/10)
Scheda: Lam
Pubblicazione: 01 Aprile 2009
File under: post rock cinematica
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