Recensione
Trabanten Donato Wharton
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Elettronica Voti redazione e staff

Donato Wharton

Trabanten

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Donato Wharton, un ragazzo nato a Cardiff nel Wales ma cresciuto a Stoccarda, è un pianista e chitarrista di formazione in eguale misura classica, jazz e Hip Hop. L’esordio in questione, definito erroneamente dalla scheda stampa glitch pop, è in verità un lavoro ambientale debitore tanto di Labradford (evidenti nella tessitura delle lande più intimistiche e abbandonate) quanto di Jan Jelinek (per la decostruzione digitale delle maglie del jazz), tanto dei Tortoise del primo album (per l’uso da “stanza degli specchi” degli xilofoni) quanto della glitch music in generale. Wharton predispone basi ritmiche a cui aggiunge campioni acustici (pianoforte e vibrafono) manipolati digitalmente e “sporcati” a prezzemolo da click, fruscii e eteree onde radioattive. In comune con il Sybarite di Nonument troviamo dunque le timbriche e specialmente la tecnica della “reiterazione” (si ascolti Built to Fail), ovvero quel ripetere in loop un campione inserendololo su un altro e facendolo partire ad arte in un punto preciso della sua riproduzione, in modo da creare (l'effetto di) una stratificazione di suoni appena sfasati.

Per chi è già appassionato delle formazioni e dei generi sopraccitati quest’album non offre nulla che non sia già stato sentito, anzi, per dirla tutta qualche brano è al limite del plagio: come nel caso di Silvester pari pari un brano dei Pan American (costola elettronica dei Labradford) e Sieben Mal Weisser Als Weiss quasi identico a uno dei Tortoise. Comunque, del Wharton s’apprezza quell’attitudine onirica, soporifera e a tratti persino ipnagogica figlia di un indubbio gusto estetico, per cui, come si dice in questi casi, a caval donato...

(5.5/10)

Scheda: Donato Wharton

Pubblicazione: 01 Gennaio 2004

File under: Elettronica

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2004)

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