Wechel Garland, ovvero Jörg Follert, musicista conosciuto negli ambienti dell'elettronica tedesca con all'attivo due cd (Wechel Garland del 2000 per Morr e Liberation, Von History del 2002 per Karaoke Kalk), e World Standard, ovvero l'artista giapponese Sohichiro Suzuki, musicista dall'esperienza ventennale (ha pubblicato tra l'altro vari lavori per l'etichetta nipponica Daisyworld di Haruomi Hosono, ex-Yellow Magic Orchestra): sono gli autori di The Isle, un album di musica da camera che s'ispira tanto alla Penguin Café Orchestra quanto alla Weltanschauung mitteleuropea, tanto alla compostezza dei Tortoise quanto allo spirito zen.
Come ormai di consuetudine nella collaborazioni tra musicisti elettronici distanti geograficamente, il progetto si è evoluto grazie a Internet: le entità Wechel Garland and World Standard si sono viste e conosciute soltanto un paio di volte in terra d'Oriente e hanno proseguito la partnership scambiandosi i sample e le tracce via mail. Il risultato sono le 15 tracce di un album accorto, dalle tinte pastello, dove umori timidi e piccoli bonsai sonori s’intrecciano dando vita a altrettanti paesaggi, scene di vita di un Giappone antico caro al regista amato da Win Wenders, Yasujiro Ozu, catapultate in una dimensione parallela.
Dandelion Wine apre le danze in perfetto stile Penguin Café, mentre in The Long Walk è il chitarrismo à la Pajo a farla da padrone, tanto che - se non fosse per le manipolazioni digitali -, il brano non sfigurerebbe nei Papa M di Live From a Shark Cage (lo stesso e forse più compiutamente accade in Where It All Starts). The Isle, traccia omonima dell'album, ricorda i primi Tortoise, ma si articola a mo’ di walzer, mentre la delicata The Harbour, l'unica traccia cantata dell'album, ricorda il Blixa Bargeld dell’ultimo Neubauten Perpetuum Mobile.
La collaborazione tra Follert e Suzuki è potenzialmente degna di interesse: in alcuni momenti presi a sé una propensione asciutta tipicamente tedesca interseca il minimalismo zen in un perfetto equilibrio di grazia e formalità; tuttavia il canovaccio poteva essere maggiormente variegato, se non altro nelle parti di chitarra - si ascoltino in sequenza i primi 20 secondi di The Long Walk, A Found Chart, The Harbour, Two Different Visitors, Octant, Something In Sight -, troppo simili e troppo indulgenti nei controtempi pizzicati. The Isle è un album di bozzetti sonori, simili per certi versi a quelli di Sack Und Blumm, senza possedere l'originalità e l'inventiva di questi ultimi.
(5.5/10)
Scheda: Wechel Garland
Pubblicazione: 01 Agosto 2004
File under: Chamber elettro
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