Recensione
Clockwork Aliftree
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downtempo Voti redazione e staff

Aliftree

Clockwork

Compost Records

A volte ti domandi chi glielo faccia fare, a certa gente, di pubblicare dischi. Nell’anno in cui Tosca tornano a calcare le scene, uno sarebbe portato a dire che il downtempo si stia sollevando dalla polvere; che, testimoniato lo svilimento in cui è finito, qualcuno ne tenti la riabilitazione. Non è così, poiché ormai siamo andati ben oltre la decadenza a mera tappezzeria sonora di qualcosa che - per quei proverbiali quindici minuti - fresco e nuovo lo fu. Poveri Massive Attack e Kruder & Dorfmeister: per quanto incolpevoli, a osservare l’inettitudine della loro figliolanza devono sentirsi non poco male.

Ebbene, c’è da sperare che nessuno consigli loro l’ascolto di Clockwork, settanta minuti che si destreggiano negligenti tra lati b degli Hooverphonics (Timestretched), becero soul-pop (Never Be The Same) e sigle televisive da anni Ottanta (Not Gonna Waste My Time). Grande cura formale e peso specifico scarsissimo in questo trip-hop atmosferico senza un briciolo di personalità o ironia, in grado di smuovere moderatamente l’attenzione solo quando sulla battuta rallentata innesta pulito pianismo jazz alla Keith Jarrett e soluzioni cameristiche come nell’iniziale Aurevoir e nel felpato congedo Dead Flowerz. Per il resto, soltanto sbadigli e noia. I salatini, prego. 

(5.5/10)

Scheda: Aliftree

Pubblicazione: 23 Marzo 2009

File under: downtempo

Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2009)

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