Non lascia ma raddoppia, Soul Jazz, approntando un nuovo tomo di brani sparsi sui 12” pubblicati lo scorso anno, replicando così la felice iniziativa dedicata alle annate 2006-2007. A dire il vero triplica, giacché a questo giro la raccolta è un’autentica abbuffata di tre dischetti - uno dei quali mixato e disponibilie solo in tiratura limitata - venduti però al prezzo di un singolo. Senso acuto per il commercio in tempi di crisi, e va bene, rafforzato però dal rispetto nei confronti di acquirenti e appassionati che è una delle caratteristiche fondanti della griffe londinese. La quale, come ben sappiamo, è per lo più attiva nella riscoperta di materiali dimenticati ancorché degnissimi infondendo la medesima passione di quando preferisce tastare il polso del “qui e ora”.
All’attualità sonora, peraltro edificata su cento e più ieri, Soul jazz destina principalmente le uscite in vinile di durata medio/breve qui recuperate. Se siete dell’opinione scettica che non sempre quantità rimi con qualità, sappiate che a questo giro c’è da scartare giusto un pugno di brani “dopo disco” poco incisivi e qualche ridondanza stilistica eccessiva. Quasi non vi si fa caso, avendo l’opportunità di affondare i denti nel meglio del dubstep (i classici Kode 9, Digital Mystikz e Cult Of The 13th Hour a.k.a. Kevin Martin sono all’apice della forma) e segnare sul taccuino nomi meno noti epperò di rilievo: su tutti il Ramadanman aereo di Carla e profondamente ambient-dub di Dayrider, per quanto non siano certo da meno un nervoso Kutz o le venature post-industriali escogitate da Kalbata.
Altrove si gioca di baile-funk screziato wave (Tetine remixati da CSS: I Go To The Doctor è da sfracello su qualsiasi pista), il ragga(muffin) urbano della fenomenale Warrior Queen (sia nella rutilante Things Change che nel martello Shooting Range) e ibridi assortiti come Pinch, la cui Fighting Talk distilla orrore in frammentato ralenti techno. Nondimeno, la palma di capolavoro assoluto se l’aggiudica Simplex di Subway, otto minuti in decollo dall’electro e planata su paesaggi alla Blade Runner attraverso la Germania dipinta da Harmonia e Cluster. La festa, avrete inteso, è grande: di quelle che il mattino seguente lasciano, per svariate ore, un benefico cerchio alla testa.
(7.4/10)
Scheda: AA. VV.
Pubblicazione: 23 Marzo 2009
File under: urban sounds
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