È arrivato come una sorpresa. Light Up A Galaxydegli Ursula Points. Ed è amore. Davvero. Il dream pop come ci eravamo scordati che fosse. Chitarre che riverberano emozioni. Un senso di malinconia esistenziale che trasuda da ogni accordo, da ogni sussurro, da ogni effetto. L’epica degli introversi già narrata dagli Slowdiveche adesso viene ripresa, aggiornata, rifondata da questa band. Sembra quasi che non aspettavamo altro. Sembra quasi che lo shoegaze non abbia superato da parecchio tempo la maggiore età. Sembra quasi che la musica abbia deciso di rivolgersi al proprio glorioso passato per ritrovare se stessa.
Nove brani che grondano passione, talento, vita.
Gli Ursula Points riescono dove tanti altri hanno fallito in questi
anni. Riprendere suoni vecchi che però non abbiamo mai scordato,
togliere le ragnatele e presentarli con la faccia tosta di chi pensa di
aver inventato qualcosa di nuovo. Sappiamo tutti che è roba che
conosciamo tutti, e che dovrebbe averci nauseato. Ma gli Ursula Points
sanno come prendere i nostalgici. Sanno come sedurli. Perché conoscono
il linguaggio dell’emotività. E con questo catturare l’attenzione di
chi ascolta.
Basta poco. Delay, riverbero, distorsori appena accennati, una batteria sorniona e tanta melodia in tonalità minore. Pelle d’oca. Sul serio.
(7.0/10)
Scheda: Ursula Points
Pubblicazione: 01 Gennaio 2008
File under: Dream pop
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