Recensione
Orfeo Rodolfo Montuoro
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pop rock Voti redazione e staff

Rodolfo Montuoro

Orfeo

Believe

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Che le mitologie radicate nel contemporaneo rappresentassero un'ossessione per Rodolfo Montuoro lo sapevamo, del resto già il precedente Hannibal portava come sottotilo un Mythologies 1 che lasciava intuire ulteriori sviluppi sulla stessa falsariga. Eccoci quindi ad Orfeo, ep distribuito digitalmente dedicato alla ricca, complessa, ambigua figura della semidivinità tracia. Tema che il Nostro affronta col consueto aplomb intenso e sfuggente, procedendo per allusioni evocative, in virtù di visioni come squarci e depistaggi, cui il tipico fraseggio pastoso conferisce un'aura spiazzante, da allucinazione demodé, da altrove fieramente e un po' bizzarramente magico.

Prosegue il processo di ispessimento della trama sonora, oramai quasi un muro di chitarre effettate, archi, synth, theremin e loop, un affastellamento di segni che costeggia l'impeto misticista posticcio del Battiato altezza Caffé de la Paix nella title track, l'epica roboante e allarmata dei Floyd periodo The Division Bells ne La Svolta, disperdendo tracce e coordinate con la conclusiva Giorni messicani, il violino quale contraltare romantico al clamore delle sovrastrutture, gli inserti spettrali e la spossata risolutezza del canto (al limite del talkin').

Montuoro segue un percorso poetico peculiare, in bilico tra mainstream e alternativo, pericolosamente e gustosamente alieno ad entrambe le dimensioni.

(6.5/10)

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: pop rock

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