Tra la mole di uscite che
Nei dieci episodi, difficilmente collocabili, si
possono intravedere legami con certa avanguardia contemporanea (Alan Licht,Dean Roberts), ma il desiderio innocente di andare “oltre” avvicina Mike al Tim
Buckley devastato di Lorca. Proprio quest’ultimo sembra nascondersi dietro i
desolanti dialoghi tra voce - sottilissima e sempre sull’orlo di un crollo nervoso - e violino di Envoy, Mourner, Citizen. Episodi apparentemente normali, le cui
evoluzioni prendono le forme stranite di Novel Author (una sarabanda di voci
cartoon e sbilenchi beat elettronici), i deliri trip hop di String Player e
quelli isolazionisti di Traveller e Fatalist. Agli otto brani originali, Pathos
(un cognome, un programma) aggiunge due irriconoscibili cover, Imagine e What A
Wonderful World, celandole rispettivamente in Liar e Liars. Sacro a braccetto
con profano. People è un album che metterà a dura prova il vostro sistema
uditivo. È il delirio artistico di una mente dissociata. File under: borderline
music.
(8.0/10)
Scheda: Mike Pathos
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