Recensione
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Genere

Modern Classical

Data di uscita

Gennaio 2004

Pubblicazione

10 Gennaio 2004

Lars Horntveth

Pooka

Smalltown Supersound

Dopo Fast Motion di Martin (tra Aphex Twin e Squarepusher), tocca al più piccolo degli Horntveth, Lars (arrangiatore, tra gli altri, per conto di Motorpsycho e Turbonegro), lasciare per un attimo casa Jaga Jazzist, imbracciare gli strumenti (tranne per una corposa sezione d’archi diretta comunque in prima persona) e allontanarsi quanto il più possibile dalla fusion futurista del gruppo madre, di cui conserva giusto le reminiscenze jazzistiche applicate ai suoni digitali e il produttore, Jorgen Traeen, noto ai più come Sir Dupermann e proprietario degli studi Duper.

Preceduto dal singolo The Jocker (con remix di Four Tet e Mental Overdrive), Pooka travasa  il jazz “aperto” di Mingus e Evans e il senso melodico di Wyatt e Penguin Cafè Orchestra nelle geometrie di Four Tet e Cornelius. Tanti, quindi, gli amori e gli umori in Pooka. Un concentrato ineccepibile di equilibrio e saggezza: Blue Note a braccetto con la Warp, verrebbe da dire, una delle coordinate, certo, ma non l’unica. Come definire, altrimenti, le leggiadre tessiture degli archi della title track se non come la versione “terzo millennio” della Penguin Cafè Orchestra? E che dire del crescendo d’archi del singolo The Jocker, che prelude le fumose atmosfere da night di Mars Bar (Call For Gary!)?.

Il ventitreenne Lars suona e dirige con la classe di un veterano, riuscendo nella più credibile delle controfigure diMichael Kamen in glitch, Tics, trafficando di trip hop come un avveniristico Robert Wyatt, Kahlua Blues, o alla stregua del miglior Cornelius, 1. Lesson In Violin, sino al finale policromo di Pooka Soundtrack. Tra qualche mese sarà periodo di bilanci e Lars Hornveth prenota sin da ora un posto di rilievo nella (mia) playlist di fine anno.


 

(8.0/10)

Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2004)