Recensione
Antithesis Keith Fullerton Whitman
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Drone Voti redazione e staff

Keith Fullerton Whitman

Antithesis

Kranky

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Keith Fullerton Whitman, aka Hrvatski, ha cominciato la sua carriera da musicista quasi un decennio fa, era il 1995, passando dalla facoltà di etnomusiclogia di Berklee all’incisione di dischi elettronici in proprio (Oiseaux 1996-1998, 1999, etichetta l’impronunciabile Reckankreuzungsklankewerkzeuge).

Qualcosa di pittorico e fortemente descrittivo si sedimenta anche nelle 4 tracce, incise fra il 1994 e il 2002 in vari appartamenti del nostro, che compongono il gioiellino Antithesis. Piano fender rhodes, percussioni, viola, chitarre modulate a riprocessare l’early minimalist music più sognante, sussultoria e, allo stesso tempo, composta (nel senso di scritta).

Un viaggio, durata mezz’oretta scarsa, fra il nitore del phasing reichiano, gigionerie folk-freak di stampo Popol Vuh (Shnee), le tecniche del droning maggiormente classico, i bisbigli-ronzii dell’interferenza ambientale e l’equipaggiamento convenzionale del mezzo strumentale vero e proprio, qui un quartetto virtuale sui generis per davvero, che emoziona ed esalta, ascolto dopo ascolto. Senza mai perdersi o perderci nel puro e semplice atto del "produrre" suoni, così limitante in ricerche musicali di tale fatta.

(7.5/10)

Pubblicazione: 01 Aprile 2004

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Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2004)

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